23 Europhonica Live 24-02-2016

Inviato da Europhonica il Mer, 24/02/2016 - 22:45
Programma: 

 

 

WEAPON LOBBIES AND FIREARMS TRADE IN EU – 24.02.2016

 

 

 

Ventitreesima puntata di Europhonica IT dedicata alle lobbies europee della produzione e commercio delle armi.

 

 

 

Secondo uno studio dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) l’Unione Europea è nel suo insieme il primo esportatore al mondo di armi: lo studio si è concentrato in particolare sul quinquennio 2006-2010 mostrando come l’UE abbia largamente superato Stati Uniti e Russia in questa poco gratificante classifica.

 

 

 

Nonostante la crisi abbia colpito numerosissime aziende, l’industria bellica rimane un’intoccabile fonte di guadagni per tutti i paesi europei. E' proprio lo studio del SIPRI a fornire I dati: la Germania è prima in Europa per esportazione di armi (13 miliardi di dollari), seguita da Francia (8,8 miliardi) e Regno Unito (4,9 miliardi); solo sesta l’Italia che però compensa in altri settori. Il nostro Paese risulta infatti il primo esportatore al mondo di armi cosiddette “comuni”, cioè non destinate necessariamente alla guerra ma utilizzate ad esempio per la caccia sportiva.

 

 

 

Ma in concerto cosa sta facendo l'Europa per regolamentare la circolazione e la vendita delle armi?

 

Già nel 2010, con la decisione 2010/336/PESC del Consiglio, l'Unione europea si era mossa per regolamentare il commercio di armi aumentando il controllo dell'importazione, l'esportazione e il trasferimento di armi convenzionali. Due gli obiettivi principali: da un lato sostenere il processo preparatorio in vista dell'elaborazione di un trattato sul commercio di armi in seno alle Nazioni Unite; dall'altro invece migliorare i sistemi di controllo del commercio di armi tra i paesi membri delle Nazioni Unite.

 

 

Dopo gli attentati di Parigi è infatti tornato di estrema attualità un dossier che l'Europa aveva riaperto proprio all'indomani degli attentati a Charlie Hebdo e a un supermercato: la creazione di un esercito comune europeo.

 

Sul tema è interventuto anche Michele Frisia, rappresentante del Sindacato Autonomo di Polizia, che ci ha dato interessanti spunti di riflessione in materia.

 

Si tratta in realtà di un obiettivo di cui si è sentito parlare dal lontano 1950 ma poi rimasto fermo durante la guerra fredda. Proprio la forte instabilità geopolitica nel Mediterraneo e in Medio Oriente, dalla Libia alla Siria, potrebbe spingere l'Europa a dotarsi di un esercito unico europeo. Ma si tratta effettivamente di una strada percorribile? Quali sono gli ostacoli nella creazione di una comune forza armata europea?

 

 

A parlarcene un ospite d'eccezione Giorgio Beretta, analista di Rete Italiana Disarmo, che ci ha spiegato la critica situazione in Yemen.

 

A chiudere la puntata la immancabile EU PILL sugli atti legislativi europei.

 

 

 

 

CONTENUTI:
1 – FOCUS SU: Vendita delle armi europee (F. Catania)
2 – FOCUS SU: Norme UE per disciplinare e limitare le armi (S. Fasanella)
3 – INTERVIESTA A: Giorgio Beretta, analista di Rete Italiana Disarmo (C. Moser)
4 – FOCUS SU: Politica di sicurezza europea (B. Intelisano)
5 – FOCUS SU: Esercito comune europeo (A. Masoni)
6 – INTERVISTA A: MIchele Frisia, Sindacato Autonomo di Polizia (C. Moser – A.Fioravanti)
7 – FOCUS SU: Ruolo UE nel contesto internazionale (A. Megalizzi)
8 – EU PILLS: Atti europei (B. Intelisano)

 

 

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