Rabbia Proteggimi. Venerdì 13 maggio Maria Edgarda “Eddi” Marcucci a POPUP

Inviato da Radiophonica il Gio, 12/05/2022 - 17:24

L'esperienza internazionalista a sostegno della causa curda e della rivoluzione confederale e contro l'avanzata dell'Isis. Le radici dell'impegno politico, dal movimento studentesco alla difesa dei diritti di chi lavora, dai No Tav al transfemminismo. Venerdì 13 maggio, alle 18.30 a POPUP in piazza Birago, arriva Maria Edgarda "Eddi" Marcucci per presentare il suo Rabbia proteggimi (Rizzoli Lizard). Con lei, nell'incontro promosso dal centro culturale e sociale perugino in collaborazione con le associazioni La Città delle Donne aps e Beyond what they sell, dialogherà la giornalista Chiara Cruciati, foreign desk in Medio Oriente de il Manifesto.

Rabbia proteggimi è il racconto di un viaggio in cui Eddi non ha conosciuto solo l'orrore della guerra, ma il coraggio e l'umanità del progetto politico nato in quelle terre martoriate, di incontri fondamentali – la combattente internazionalista Helin, l'amica Giulia, la nonna Gabriella – e il manifesto di una libertà negata e di parole messe a tacere dai divieti a cui, la stessa Marcucci, è stata sottoposta al suo rientro in Italia dal Tribunale di Torino. Quando Eddi è partita per il Kurdistan scegliendo di unirsi alle Ypj, le Unità di protezione delle donne, non l'ha certo fatto per un tornaconto personale o con il desiderio di essere accolta, al suo ritorno a casa, come un'eroina. Ma non si aspettava nemmeno che, arrivati in Italia, lei e altri suoi quattro compagni sarebbero stati considerati individui "socialmente pericolosi": un'accusa che a lei, unica donna dei cinque e unica condannata, è costata oltre un anno di udienze e altri due vissuti in regime di sorveglianza speciale, a cui è stata sottoposta fino a poche settimane fa.

 

La Città delle Donne (www.lacittadelledonne.org) è una associazione di promozione sociale fondata a Gubbio nel 2019 da Valentina Pigmei, giornalista e consulente editoriale, che ha l'obiettivo di decostruire gli stereotipi di genere attraverso iniziative culturali sul territorio. Fin dall'inizio della sua attività l'associazione ha scelto di portare in Umbria storie di giovani donne, in modo da tratteggiare una generazione desiderosa di uscire dalla dimensione privata e lottare, in modo inclusivo e globale, per un mondo diverso. Oggi le donne aspirano, non solo a partecipare al mondo, ma a essere parte attiva nel riformarlo. La recente crisi globale culminata con l'emergenza sanitaria in cui viviamo – una crisi economica, sociale, identitaria – ha reso evidente la necessità di sviluppare nuove competenze e antiche battaglie: contro il razzismo, contro l'inquinamento, contro il sessismo e l'ingiustizia sociale.

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