La Nuvola - L'arrotino "vintage"

La Nuvola - L'arrotino "vintage"
Inviato da riccardo il Sab, 21/08/2010 - 13:46

Roma, 21 Agosto 2010, secondo i correnti calendari. Le finestre aperte per il caldo impertinente, mi permettono di ascoltare le voci della città. Meglio di un quartiere popolare alla periferia di Roma, ma dentro il raccordo e sulla linea della metropolitana A, come fieri e baldanzosi noi abitanti ci teniamo a sottolineare. Piccole conquiste in una grande città. Tra i mille rumori e suoni che provengono dalla strada, emerge dal nulla quella di un vecchio amico dell’infanzia. “Donne è arrivato l’arrotino” eccolo è tornato. Se c’è lui per le strade significa che qualcuno nelle case c’è. “Arrota coltelli, forbici, forbicine, coltelli da cucina”. Quante volte da piccolo avrei voluto farmi arrotare da quella strana voce, indefinita e indefinibile, proveniente da chissà quale macchina, da chissà quale galassia, le mie forbici dalla punta arrotondata. Supplicando la mamma o la nonna, in qualità di donne, uniche deputate a interloquire con quella voce misteriosa, di farlo apparire per arrotare le mie forbici, pescate dal mio personalissimo scatolone fabbricone. Il grande mistero. Come si chiama l’arrotino? Si grida dal balcone, si corre in strada piazzandosi in mezzo alla strada sperando di fermare la macchina giusta e non finire…arrotato. O forse basta semplicemente invocarlo e lui suonerà alla nostra porta? “L’arrotino e l’ombrellaio”. Ecco un altro mistero. Sono in due o è una figura mitologica con il busto da arrotino e le gambe da ombrellaio? Infine il sapore antico, quasi vintage come direbbero gli esperti di stile di oggi, del mitico “fumo della cucina a gas”. Gas, con una sola esse e senza e. Mi sembrava che avesse qualcosa di strano quella voce del passato. Il sogno si è spezzato, per essere vintage anche l’arrotino si è globalizzato. Non ha più il timbro marcato e pesante di un tempo, l’accento tipicamente romano, è andato perduto. Lo invoco. Pensando intensamente alla figura di un uomo anziano, con la tuta e con il suo strumento magico per arrotare le mie forbici in mano. Suonano alla porta. Sobbalzo. Sono finalmente riuscito ad invocarlo? Apro la porta e mi ritrovo davanti un ragazzo della mia età, in giacca e cravatta. È il promoter dell’arrotino. Mi lascia il volantino con il tariffario e il numero di telefono e suona ad un altro campanello. O forse è di un’agenzia immobiliare…

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