Storia, musica, parole in circolo: il madrigale

Inviato da Il Comodino die... il Gio, 07/11/2019 - 14:18

Sabato 9 novembre il primo appuntamento di cultura musicale a Solomeo. Sarà Andrea Tarabbia l'ospite d'eccezione del primo incontro della muova rassegna "Storia, musica, parole in circolo" organizzata dalla Fondazione Federica e Brunello Cucinelli. Lo scrittore, insieme a Silvia Paparelli – curatrice della rassegna – durante l'incontro Leggere di musica presenterà il suo fortunato romanzo (ed. Bollati Boringhieri), recentemente risultato vincitore della 57ma edizione del prestigioso Premio Campiello.

Madrigale senza suono, tra realtà storica e finzione letteraria, torna sulla figura di Gesualdo da Venosa, il principe madrigalista, macchiatosi di un duplice omicidio per gelosia. Personaggio controverso e scomodo, Gesualdo è stato musicista raffinato e avveniristico, libero dalle leggi del mercato, vero e proprio mito per i compositori del '900, Stravinskij in primis. Di Gesualdo, della sua musica e di come la sua complessità abbia trovato uno "specchio" nel romanzo di Tarabbia, raffinato e godibilissimo, si parlerà durante questo primo appuntamento, sabato 9 novembre alle ore 17.30, presso l'Accademia Neoumanistica di Solomeo (PG).

 

Tarabbia (Saronno, 1978) ha pubblicato, tra gli altri, i romanzi La calligrafia come arte della guerra (2010), Il demone a Beslan (2011), Il giardino delle mosche (2015; Premio Selezione Campiello 2016 e Premio Manzoni Romanzo Storico 2016) e il saggio narrativo Il peso del legno (2018). Nel 2012 ha curato e tradotto Diavoleide di Michail Bulgakov.

L'ingresso è gratuito.

 

 

ANDREA TARABBIA

MADRIGALE SENZA SUONO

Un uomo solo, tormentato, compie un efferato omicidio perché obbligato dalle convenzioni del suo tempo. Da lì scaturisce, inarginabile, il suo genio artistico.
Gesualdo da Venosa, il celebre principe madrigalista vissuto a cavallo tra Cinque e Seicento, è il centro attorno a cui ruota il congegno ipnotico di questo romanzo gotico e sensuale. Come può, è la domanda scandalosa sottesa, il male dare vita a tale e tanta purezza sopra uno spartito?
Per vendicare l'onore e il tradimento, il principe di Venosa uccide Maria D'Avalos, dopo averla sposata con qualche pettegolezzo e al tempo stesso con clamore. Fin qui la Storia. Il resto è la nostalgia che ne deriva, la solitudine del principe: è lì, nel sangue e nel tormento, che Andrea Tarabbia intinge il suo pennino e trascina il lettore in un labirinto.
Questa storia − è ciò che il lettore scopre sbalordito − ci parla dritti in faccia, scollina i secoli e arriva fino al nostro oggi, si spinge fino a lambire i confini noti eppure sempre imprendibili tra delitto e genio.
Con un gioco colto e irresistibile, tra manoscritti ritrovati e chiose di Igor' Stravinskij − che nel Novecento riscoprì e rilanciò il genio di Gesualdo − Andrea Tarabbia, scrittore tra i migliori della sua generazione, costruisce un romanzo importante, destinato a restare.
L'edificio che attraverso Madrigale senza suono Tarabbia innalza è una cattedrale gotica da cui scaturisce la potenza misteriosa della musica. È impossibile, per il lettore, non spingere il portale. E, una volta entrato, non restarne intrappolato.

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