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La Libia dichiara l'embargo totale nei confronti della Svizzera

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La Libia alza i toni contro la Svizzera. E lancia l'embargo commerciale ed economico "totale" nei confronti di Berna. Una nuova mossa sullo scacchiere della querelle diplomatica che contrappone i due paesi, scandita già dalla crisi dei visti Schengen e dall'appello - lanciato da Gheddafi - alla Jihad, la 'guerra santa' contro lo stato elvetico per la questione del referendum sui minareti.

Ma il fronte svizzero non è il solo che ha registrato oggi un nuovo affondo di Tripoli. La Libia ha lanciato infatti anche un altro 'attacco' diplomatico: nel mirino, questa volta, sono finiti gli Usa, verso i quali Tripoli preannuncia "ritorsioni e contromisure commerciali" se Washington non porgerà alla Jamahiriya le proprie scuse per aver 'ironizzato' sull'appello alla Jihad, lanciato dal Colonnello contro Berna. Una richiesta che l'America non accoglie in pieno: pur riconoscendo di aver fatto un "commento brusco" che non "voleva essere un attacco personale", il portavoce del dipartimento di Stato non è arrivato a chiedere scusa, ribadendo comunque la volontà di sviluppare le relazioni ed il dialogo con Tripoli.

Attinenze con questo contenuto

  • La Libia alza i toni contro la Svizzera. E lancia l'embargo commerciale ed economico "totale" nei confronti di Berna.

  • Il colonnello Gheddafi ha invitato alla Jihad contro la Svizzera, a causa del nuovo divieto imposto di costruire minareti.

  • In mancanza di una soluzione sul caso visti Libia-Svizzera,se entro il 5 aprile Tripoli e Berna non troveranno una soluzione alla querelle, dice Frattini, l'Italia presenterà una proposta.

  • In mancanza di una soluzione sul caso visti Libia-Svizzera,se entro il 5 aprile Tripoli e Berna non troveranno una soluzione alla querelle, dice Frattini, l'Italia presenterà una proposta.

  • La polizia libica intima la consegna dell’uomo d’affari svizzero Max Goldi.

  • "Nonostante sia espressione della volontà popolare, la decisione di vietare la costruzione di nuovi minareti in Svizzera suscita in me grande preoccupazione.Se da un lato questa decisione riflette le paure della popolazione svizzera e dell'Europa, nei confronti del fondamentalismo islamico, dall'altra, mentre non aiuterà ad affrontare le cause di questo fondamentalismo, è molto probabile che incoraggi sentimenti di esclusione e approfondisca le spaccature all'interno della nostra società".

  • Si riapre il valico di Verkhni Lars tra lo Stato georgiano e la Russia, chiuso fin dal 2006. Ma la distensione nel Sud del Caucaso è ancora lontana, mentre si avvicinano le elezioni amministrative in programma per il prossimo maggio.

  • Il Governo di Tripoli si è detto pronto a rimpatriare quasi trecento “prigionieri” di origine nigeriana.

  • ''Occorre bloccare quanto prima tre normative altamente antidemocratiche che privano i cittadini della possibilità di disporre pienamente dei beni comuni, dell'ambiente e dell'uguaglianza di fronte al

  • La giunta per le autorizzazioni di Montecitorio ha detto no alla richiesta di arresto nei confronti di Nicola Cosentino, sottosegretario all'Economia, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.
    La proposta di negare l'autorizzazione al Tribunale di Napoli di procedere con l'arresto, relazionata da Nino lo Presti, è stata approvata con 11 voti a favore, 6 contrari e un astenuto.

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